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Lisbona e la Basilicata

Le sfide urgenti, rispetto alle quali sono chiamati a misurarsi non solo le Regioni in ritardo di sviluppo, ma più in generale tutti gli Stati membri, sono la rivoluzione tecnologica e la creazione di nuove tecnologie, l'affermarsi di una società basata sulla conoscenza, l'invecchiamento demografico e l’occupazione.

L’Europa invita la Basilicata a concentrare risorse e strategie su quattro priorità: crescita, competitività, occupazione e ambiente, in linea con le agende di Lisbona e di Göteborg.

Gli obiettivi fissati dalla Strategia Europea per l’Occupazione (SEO - Consiglio di Lisbona)[1] per il 2010, benché si siano ridotte le distanze, restano irraggiungibili. A scorrere in rassegna i risultati perseguiti sul fronte dell’occupazione, dell’istruzione e dell’inclusione sociale, viene in mente il paradosso di Zenone[2] per il quale il veloce Achille non potrà mai raggiungere una tartaruga che gareggia con lui e alla quale abbia dato un seppur minimo vantaggio. Infatti, quando egli avrà raggiunto il punto da cui è partita la tartaruga, questa avrà percorso un ulteriore tratto di strada; e quando poi avrà raggiunto questo secondo punto la tartaruga sarà ancora più avanti e così all'infinito.
Gli obiettivi della strategia (la “tartaruga” se preferite) restano ambiziosi; nel frattempo le Regioni sono al lavoro per preparare la nuova programmazione 2007-2013; è una operazione fondamentale, basti pensare al ruolo del Fondo Sociale Europeo ha nel sostenere azioni intese ad ampliare e migliorare gli investimenti in capitale umano[3].
Le nuove direttrici sono chiare:

  1. la conoscenza e l’innovazione come motori della crescita sostenibile;
  2. la creazione di uno spazio attraente per investire e lavorare;
  3. una crescita e una occupazione al servizio della coesione sociale

[1] Condizioni di piena occupazione (tasso di occupazione il più possibile vicino al 70%); Tasso di occupazione femminile superiore al 60%; Uguagliare i livelli dei Paesi che vantano una maggiore produttività; Cogliere le sfide della società dell'informazione; Creare uno spazio europeo della ricerca; Creare condizioni favorevoli per lo sviluppo di imprese innovative e ammodernamento dei sistemi di protezione sociale; etc.
[2] 2006, ISFOL – Rapporto Annuale 2005 su Formazione e Politiche del Lavoro
[3] 2006, REGOLAMENTO (CE) N. 1081/2006 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 luglio 2006 relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1784/1999

Pubblicato il 2/10/2007 alle 12.46 nella rubrica Labor_into.

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