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Veduta da Castello São Jorge, Lisboa. Portogallo, Europa. Giugno 2007. Parlo così tanto di Lisbona, della strategia di Lisbona, dei suoi obiettivi, del suo significato, di come ci avvicina all'Europa, che mi è sembrato opportuno dedicare alla città del fado la mia testata. Lisbona, sempre nella mia testa.
 
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2 ottobre 2007

Lisbona e la Basilicata

Le sfide urgenti, rispetto alle quali sono chiamati a misurarsi non solo le Regioni in ritardo di sviluppo, ma più in generale tutti gli Stati membri, sono la rivoluzione tecnologica e la creazione di nuove tecnologie, l'affermarsi di una società basata sulla conoscenza, l'invecchiamento demografico e l’occupazione.

L’Europa invita la Basilicata a concentrare risorse e strategie su quattro priorità: crescita, competitività, occupazione e ambiente, in linea con le agende di Lisbona e di Göteborg.

Gli obiettivi fissati dalla Strategia Europea per l’Occupazione (SEO - Consiglio di Lisbona)[1] per il 2010, benché si siano ridotte le distanze, restano irraggiungibili. A scorrere in rassegna i risultati perseguiti sul fronte dell’occupazione, dell’istruzione e dell’inclusione sociale, viene in mente il paradosso di Zenone[2] per il quale il veloce Achille non potrà mai raggiungere una tartaruga che gareggia con lui e alla quale abbia dato un seppur minimo vantaggio. Infatti, quando egli avrà raggiunto il punto da cui è partita la tartaruga, questa avrà percorso un ulteriore tratto di strada; e quando poi avrà raggiunto questo secondo punto la tartaruga sarà ancora più avanti e così all'infinito.
Gli obiettivi della strategia (la “tartaruga” se preferite) restano ambiziosi; nel frattempo le Regioni sono al lavoro per preparare la nuova programmazione 2007-2013; è una operazione fondamentale, basti pensare al ruolo del Fondo Sociale Europeo ha nel sostenere azioni intese ad ampliare e migliorare gli investimenti in capitale umano[3].
Le nuove direttrici sono chiare:

  1. la conoscenza e l’innovazione come motori della crescita sostenibile;
  2. la creazione di uno spazio attraente per investire e lavorare;
  3. una crescita e una occupazione al servizio della coesione sociale

[1] Condizioni di piena occupazione (tasso di occupazione il più possibile vicino al 70%); Tasso di occupazione femminile superiore al 60%; Uguagliare i livelli dei Paesi che vantano una maggiore produttività; Cogliere le sfide della società dell'informazione; Creare uno spazio europeo della ricerca; Creare condizioni favorevoli per lo sviluppo di imprese innovative e ammodernamento dei sistemi di protezione sociale; etc.
[2] 2006, ISFOL – Rapporto Annuale 2005 su Formazione e Politiche del Lavoro
[3] 2006, REGOLAMENTO (CE) N. 1081/2006 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 5 luglio 2006 relativo al Fondo sociale europeo e recante abrogazione del regolamento (CE) n. 1784/1999


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permalink | inviato da giuseppe.romaniello il 2/10/2007 alle 12:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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